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Stiles odia Beacon Hills.
E non ci è nemmeno ancora arrivato.
Oggi avrebbe dovuto essere il giorno del trasloco. Così Stiles aveva caricato tutti i suoi miseri averi nella Jeep e si era messo in viaggio verso la sua nuova casa, dove l’indomani mattina avrebbe iniziato il suo nuovo lavoro come vice sceriffo. Solo che la Jeep lo ha abbandonato a circa un miglio dalla città e nessuna delle promesse, minacce o tentativi svogliati di riparare qualunque cosa si fosse rotta con un cacciavite hanno funzionato. (Era addirittura il suo cacciavite sonico, ma a quanto pare non funzionava né con il legno né con le jeep.)
Così aveva infine accettato che avrebbe dovuto chiamare un carro attrezzi, solo per rendersi conto che nel frattempo anche il telefono si era scaricato. Dunque, era rimasto a piedi. Il che sarebbe anche andato bene, non divertente ma almeno accettabile, se Stiles non fosse stato completamente stupido e non avesse deciso di prendere una scorciatoia. Attraverso il bosco.
Almeno non era ancora notte.
Il che lo porta alla sua attuale situazione: è completamente perso. Non può nemmeno usare il sole per capire i punti cardinali perché delle nuvole scure si sono addensate e lo hanno nascosto (non che sappia davvero in che direzione si trovi Beacon Hills, ma è una questione di principio).
Per come sta andando la giornata di Stiles, si aspetta un acquazzone entro circa sette minuti e mezzo. Forse anche sei e tre quarti.
Sta giusto valutando se tentare di tornare sui suoi passi verso la Jeep per trovare rifugio lì, o se continuare verso la città, che deve pur essere da qualche parte, quando un movimento tra i cespugli lo fa fermare di colpo.
"C'è qualcuno?" esclama, sperando di aver incontrato qualche altro vagabondo, e non solo un povero cervo.
Quello che esce allo scoperto davanti a lui, però, non è né un cervo né un essere umano. È un lupo nero completamente adulto.
Non ci sono lupi in California, gli suggerisce istericamente la sua mente, e la sua bocca dice:
"Oh, salve. Per caso saprebbe indicarmi in che direzione si trova Beacon Hills? Mi sono un tantino perso."
E poi si morde il labbro con forza prima di lasciarsi sfuggire altre sciocchezze.
C’è un istante in cui nessuno dei due si muove, poi il lupo annuisce in una direzione precisa e scompare in quella opposta.
Stiles lo fissa per un momento, poi scrolla le spalle e si incammina nella direzione che il lupo sembrava indicare. È un piano valido quanto qualsiasi altro, e la giornata di Stiles non può peggiorare, giusto?
Tre secondi dopo che quel pensiero gli attraversa la mente, inizia a piovere.
Stiles odia davvero Beacon Hills.
~*~
Il lupo aveva davvero ragione.
Stiles è fradicio, coperto di fango dopo essere rotolato giù per una piccola collina, ed è più che stufo, ma è effettivamente arrivato a Beacon Hills. A quanto pare la fortuna sta di nuovo girando a suo favore, perché la terza casa che vede ha un’officina.
"Salve a tutti gli dei e ai lupi," mormora Stiles, passandosi una mano sul viso e tra i capelli nel disperato tentativo di rendersi almeno vagamente presentabile. Sfortunatamente usa quella coperta di fango, quindi riesce solo a peggiorare ulteriormente la situazione e si rassegna a fare la peggiore impressione possibile sulla prima persona che incontrerà a Beacon Hills.
Che è l’uomo più bello che Stiles abbia mai visto. Ovviamente. Perché l’universo ha sempre l’ultima risata.
"Cosa," abbaia il tipo, e Stiles sobbalza.
"Ehm, avrei bisogno di un carro attrezzi?" dice, anche se suona più come una domanda. Le folte sopracciglia dell’uomo si alzano in silenzioso giudizio e Stiles si affretta a ripetere, cercando di sembrare più deciso stavolta: "La mia jeep si è rotta appena fuori città e ho bisogno che venga trainata." Le sopracciglia non si sono mosse, quindi Stiles aggiunge in fretta: "Per favore."
Meglio essere educati quando si è di fronte a sopracciglia da serial killer.
"E sei venuto fin qui a piedi con questo tempo? Oh, poverino!" esclama una nuova voce e Stiles si volta. Una donna è uscita da una porta con il cartello Privato ed ora lo sta fissando con pietà. C’è una chiara somiglianza familiare tra lei e il tipo, e non solo per la bellezza quasi soprannaturale. Stiles direbbe che sono fratelli, forse addirittura gemelli. Anche le sue sopracciglia hanno la stessa capacità di giudicare silenziosamente una persona. Nel suo caso, però, la pietà sembra prevalere sul disprezzo, anche se Stiles non è sicuro che sia meglio.
"Va bene, muoviti!" ordina all’improvviso, e Stiles ha un breve momento di panico chiedendosi cosa dovrebbe fare, prima di rendersi conto che sta parlando con suo fratello. "Hai sentito l’uomo, Derek, la sua macchina ha bisogno di essere trainata!" C’è una breve ma furiosa conversazione silenziosa tra sopracciglia altrettanto intimidatorie, che si conclude con il tipo, Derek, che sbuffa e scompare nell’officina vera e propria, presumibilmente per andare a recuperare la Jeep di Stiles.
Poi la donna si gira verso Stiles e in due rapidi passi colma la distanza tra loro. "Ora occupiamoci di te. Dobbiamo scaldarti prima che tu sia completamente congelato." Il suo sguardo scende verso i piedi di Stiles e aggiunge, con un lieve sorriso storto: "E ripulirti prima che tu abbia rovinato del tutto il nostro tappeto."
Stiles segue il suo sguardo e si rende conto di stare gocciolando acqua e fango ovunque sul tappeto dall’aspetto costoso. Mortificato, inizia a balbettare scuse e promesse di farlo pulire, cercando di non pensare a quanto potrebbe costare, ma la donna scaccia via le sue parole con una risata.
"Derek mi tormenta da secoli perché me ne liberi, e sinceramente ha ragione. Chi mette un tappeto in un’officina, poi? Quindi niente preoccupazioni, promesso! Io sono Laura, comunque, e la testa brontolona che è andata a prendere la tua macchina è mio fratello, Derek."
Lo guarda in attesa e Stiles la fissa senza capire per un lungo momento, prima di rendersi conto che ora dovrebbe presentarsi lui. Questa giornata gli ha davvero scombussolato il cervello.
"Io sono Stiles," dice in fretta. "Stiles Stilinski. Mi sono appena trasferito a Beacon Hills, o meglio, avrei dovuto trasferirmi oggi prima che Roscoe mi lasciasse a piedi. Domani inizierò come vice al Dipartimento dello Sceriffo."
Laura inclina la testa con aria interrogativa e chiede: "Roscoe?"
"La mia Jeep," spiega Stiles, sentendo le guance infiammarsi. "È una vecchietta, apparteneva a mia madre, ma è ancora molto affidabile! Per la maggior parte del tempo, almeno." Pensare alla Jeep gli fa rendere conto che non ha mai dato a Derek indicazioni precise su dove trovarla, ma Laura scaccia di nuovo via le sue preoccupazioni.
"Derek la troverà," lo rassicura, apparentemente del tutto indifferente al come. "Ma ora andiamo a ripulirti, prima che torni e tu stia ancora spargendo fango ovunque sul nostro tappeto."
Con senso di colpa, Stiles guarda la pozza sempre più grande sotto di sé e non protesta quando Laura gli afferra la mano e lo trascina attraverso la porta con il cartello Privato e su per una rampa di scale. Gli indica quella che si rivela essere una stanza da bagno e gli dice di prendere un asciugamano dall’armadietto mentre lei va a cercargli dei vestiti asciutti.
Esitante, Stiles si toglie le scarpe e la camicia esterna, guardandosi intorno nel frattempo. Il bagno è pulito, anche se non del tipo ordinato che suggerisce che stai aspettando ospiti da un momento all’altro. Ed è chiaramente anche non il bagno di una donna: non ci sono molti prodotti in vista, a parte un sapone per le mani sul lavandino e, in modo intrigante, un rasoio a mano libera. Così Stiles presume che questo sia il bagno di Derek, non quello di Laura. Il che significa anche che quello è il rasoio di Derek, e che quelli sono i vestiti di Derek che Laura sta appoggiando sul coperchio del water.
"Prenditi il tuo tempo," gli dice con un sorriso. "Ormai devi essere congelato fino alle ossa, poverino! Io sarò in cucina quando hai finito, giù per il corridoio e a destra."
Stiles comunque si sbriga. Sta usando l’acqua calda di qualcun altro, dopotutto, ma anche una doccia calda e breve fa miracoli per il suo umore e la sua condizione generale. Per un attimo prende in considerazione l’idea di usare il rasoio, prima di decidere che è troppo personale. Inoltre, probabilmente si taglierebbe la carotide se ci provasse. E morire sul pavimento del bagno di suo fratello dopo che lei lo ha salvato da una morte certa per polmonite sarebbe molto scortese nei confronti di Laura. E di suo fratello.
A proposito di Derek, i suoi vestiti stanno sorprendentemente bene a Stiles. Sembrano avere un’altezza molto simile; Derek è solo un po’ più robusto, a quanto pare, e da quello che Stiles ha visto è tutto muscoli.
Quando esce dal bagno, in calzini perché le scarpe sono ancora bagnate, Laura ha già pronto per lui una tazza di tè, oltre a una borsa per i vestiti bagnati.
"Derek è appena tornato," gli dice, indicandogli una sedia. "Diamogli un po’ di tempo per controllare la tua macchina e poi scenderemo a sentire il verdetto."
A malincuore, Stiles si siede dove lei gli ha detto e accetta la tazza di tè con un ringraziamento borbottato. Gli sembra sbagliato starsene semplicemente seduto nella cucina dell’uomo a bere il suo tè, per di più indossando i suoi vestiti, mentre lui sta lavorando alla Jeep di Stiles. Ma stare a svolazzargli intorno probabilmente non sarebbe molto apprezzato, quindi si fida del giudizio di Laura e aspetta. Chiacchierano un po’ del più e del meno, o meglio, è più Laura che interroga Stiles in modo molto amichevole e discreto, ma comunque, finché Laura non smette improvvisamente di parlare e inclina la testa come se stesse ascoltando qualcosa che solo lei può sentire. Poi dice:
"Va bene, andiamo a vedere come sta andando la tua macchina."
Perplesso, Stiles porta la tazza al lavello, la sciacqua velocemente e poi, con riluttanza, infila di nuovo le scarpe. Non sono più fradicie, ma ancora abbastanza bagnate da rendere indossarle un’esperienza molto sgradevole.
Derek si sta appena asciugando le mani quando entrano nell’officina, evidentemente ha finito con la Jeep di Stiles, almeno per il momento, e Stiles si ritrova distrattamente a meravigliarsi del tempismo perfetto di Laura.
"Era solo la batteria," spiega Derek mentre gli vanno incontro, ancora concentrato sulle mani mentre cerca di togliere lo sporco. "L’ho sostituita e per ora dovrebbe andare bene, ma ti consiglierei davvero di portarla presto per un controllo più approfondito."
Stiles fa in fretta gli ultimi passi verso la sua bambina, passando le mani sul cofano in modo rassicurante. Così si avvicina a Derek, che sta ancora pulendosi le mani, e Stiles non si sarebbe nemmeno reso conto di quanto fossero vicini, se non avesse visto la testa di Derek scattare verso l’alto con la coda dell’occhio. Quando Stiles si gira a guardarlo, la prima cosa che nota sono gli occhi di Derek. Sono un miscuglio confuso di colori, difficile da definire, un attimo verdi, poi blu, poi marroni. A Stiles sembra persino di scorgere un accenno d’oro, ma deve essere stato un gioco di luce.
La cosa successiva che nota è come il naso di Derek si arricci come se avesse sentito qualcosa di particolarmente cattivo. E dal modo in cui i suoi occhi scorrono sul corpo di Stiles, sembra proprio che quel qualcosa che puzza particolarmente sia Stiles. Stiles abbassa la testa e si liscia con imbarazzo i vestiti presi in prestito.
"Me li ha dati Laura," spiega e, quando tutto ciò che ottiene da Derek in risposta è un grugnito, aggiunge in fretta: "Te li riporto domani, promesso!"
C’è un altro grugnito e qualcosa che suona in modo sospetto come Laura che ridacchia sullo sfondo. Ormai più che un po’ turbato, Stiles cerca di raccogliere gli ultimi brandelli della sua dignità e chiede: "Quanto ti devo?"
"La prima visita è gratis," risponde Derek burbero, e sì, quello è decisamente lo sghignazzare di Laura sullo sfondo.
"Beh, allora grazie," dice Stiles con rigidità, afferra le chiavi e si promette di riportare i vestiti l’indomani, così da non dover mai più rivedere questi strani tipi.
È solo il suo primo giorno, ma il verdetto è decisamente chiaro: Beacon Hills è orribile, e i suoi abitanti potrebbero essere anche peggio.
~*~
Il giorno dopo, dopo una prima giornata di lavoro non troppo male che quasi lo ha riconciliato con Beacon Hills, Stiles riporta i vestiti presi in prestito. Non sono lavati perché non ha ancora una lavatrice né ha capito come funzionino le lavanderie di Beacon Hills, ma aveva promesso di riportarli oggi e non vuole dare a Derek Hale con il suo naso arricciato la soddisfazione di rimangiarsi la parola. Inoltre, il tipo sembrava così infastidito dall’odore di Stiles, quindi quale vendetta migliore se non bombardarlo con ancora più Eau de Stilinski!
È strano, però. O meglio, lo è Derek, quando Stiles arriva al garage. Solo che, invece di essere stranamente scortese come ieri, questa volta è stranamente educato. Tuttavia, è tutto terribilmente imbarazzante e, a giudicare dall'espressione un po' costipata e dalle sopracciglia pesantemente aggrottate di Derek, sembra che lo pensi anche lui. Questo fa sì che la rabbia di Stiles si sgonfi come un palloncino che è stato colpito con qualcosa di appuntito, perché gli stronzi come Jackson? Con quelli può arrabbiarsi senza problemi! Ma i cazzoni goffi e socialmente inetti che non sanno come comportarsi normalmente? Per quelli ha un debole, e non solo perché sa bene di rientrare anche in quella categoria. (Almeno lo spera).
Così, quando Derek inizia con un po’ di goffa conversazione di circostanza, Stiles non lo respinge, ma risponde con il suo personale tentativo imbarazzato di fare due chiacchiere. Non c’è modo che finisca bene, però; Stiles conosce se stesso: prima o poi farà qualche battuta sulla storia della circoncisione maschile e in qualche modo offenderà mortalmente Derek. Così, non appena la conversazione gli offre un’apertura (e sì, magari è minuscola, ma conta lo stesso!), gli spinge in avanti la borsa con i vestiti di Derek e dice:
"Ecco i tuoi vestiti, come promesso. Scusa, non sono riuscito a lavarli, ma prometto che non ci ho fatto pipì sopra!"
Segue una pausa imbarazzante durante la quale Stiles desidera ardentemente che il terreno si apra sotto di lui. Nel frattempo le narici di Derek si dilatano come se stesse cercando, non troppo sottilmente, di verificare se Stiles stia mentendo. Sul serio, che problema ha il naso di quel tipo? Stiles di certo non sente nessun odore particolare, a parte il generico profumo di olio e benzina che sembra attaccarsi a ogni officina e a ogni meccanico.
Finalmente, proprio quando Stiles sta per riprendersi la borsa e dichiarare la cosa una causa persa, Derek la prende e si schiarisce la gola.
"Grazie," dice, e Stiles si rende conto di non aver mai ringraziato davvero il tipo per avergli prestato dei vestiti in primo luogo. Ed eccolo lì, a prendere mentalmente in giro l’uomo per qualche fremito del naso e sopracciglia troppo folte, mentre è stato Stiles quello scortese per tutto il tempo!
"No, grazie a te," insiste quindi in fretta, sentendo le guance scaldarsi per l’imbarazzo. "Mi hai davvero salvato ieri, ero fradicio fino alle ossa!" Riesce fortunatamente a ingoiare la battuta idiota sull’erezione che il suo cervello produce subito dopo, anche se per un pelo.
"Beh, la prossima volta sai chi chiamare, invece di vagare nel bosco," dice Derek, e santo cielo, sta flirtando? Con Stiles?
"Ma non ho il tuo numero," risponde Stiles, cercando di sembrare allusivo piuttosto che semplicemente stupido.
"Allora dobbiamo rimediare," dice Derek, e Stiles quasi esulta per l’euforia. Colpo a segno!
Quando se ne va, il suo telefono ha un nuovo contatto e hanno fatto dei piani vaghi.
Beh, hanno fatto dei piani vaghi su quando Stiles porterà Roscoe per il suo controllo approfondito, ma comunque. È decisamente qualcosa su cui Stiles può lavorare. E Derek stava decisamente flirtando con lui prima, quindi Stiles è ragionevolmente sicuro che i suoi sforzi non saranno vani.
Questo incontro ha preso una direzione completamente diversa da quella che si aspettava. Onestamente, non è ancora sicuro di apprezzare molto Beacon Hills, ma almeno lo tiene sulle spine.
~*~
Passano alcune settimane prima che Stiles riesca a rivedere Derek. Nel frattempo si scrivono messaggi, e questo già gli sembra un traguardo e rivela che Derek ha un umorismo tagliente che funziona anche per iscritto, ma non riescono a incontrarsi di persona. Il problema principale è che il loro prossimo incontro programmato ruota ancora intorno alla Jeep di Stiles e a quanto pare chiunque, nonna compresa, ha graffiato la propria macchina e ha bisogno che Derek la ripari immediatamente, quindi non c’è nessuno spazio libero per Stiles e Roscoe.
E finora Stiles non è riuscito a trovare il coraggio di chiedere un vero appuntamento.
Ha però appreso che, sebbene Laura e Derek gestiscano insieme l'autofficina, l'occupazione principale dell'intera famiglia Hale è la gestione di un rifugio per lupi. A quanto pare, si tratta di un'attività di famiglia e di una tradizione familiare: da quando Beacon Hills ha memoria, gli Hale sono arrivati con i loro lupi. Si suppone che siano tutti addomesticati e che non rappresentino un pericolo per nessuno, ma ovviamente, da quando gli Hale e i loro lupi vivono a Beacon Hills, un'altra delle vecchie famiglie, gli Argent, ha protestato e fatto pressioni contro di loro. Se i lupi scorrazzano davvero liberamente nella riserva di Beacon Hills, come sembra suggerire l'incontro di Stiles, allora può comprendere le preoccupazioni degli Argent.
D’altra parte, il lupo non si era comportato in modo minaccioso e anzi aveva apparentemente indicato a Stiles la strada giusta. Quindi forse gli Hale avevano ragione quando sostenevano che non sarebbe venuto alcun pericolo da loro.
Almeno Stiles spera proprio di sì, considerando che al momento si trova faccia a faccia con il lupo di nuovo. Presumendo che sia lo stesso, ovviamente. E non uno più assetato di sangue.
Stiles voleva solo andare a farsi una corsa!
"Ehm, ciao di nuovo," dice infine quando il lupo non si muove. "Grazie per avermi mostrato la strada l’altra volta. Probabilmente starei ancora vagando in questi boschi se non l’avessi fatto. Sono orgoglioso di dire che questa volta so come tornare a casa!"
Perché sta facendo conversazione con un lupo? E perché quel lupo lo sta guardando in modo decisamente giudicante e come se non credesse a una sola parola?
"No davvero!" insiste quindi Stiles, perché a quanto pare discutere con i lupi è la sua vita adesso. "È proprio lì dietro e oltre quel pino e poi -" Ma quando si gira per indicare quel pino, l’albero non c’è. Be’, ci sono un sacco di alberi ovviamente, ma nessun pino, il che significa che Stiles deve essersi girato da qualche parte ed è, indovina un po’, di nuovo perso con solo un lupo come guida.
"Immagino che sarebbe chiedere troppo se mi mostrassi di nuovo la strada?" chiede, senza aspettarsi davvero una risposta, perché lupo.
Ma il lupo emette un verso sorprendentemente simile a un sospiro forzato, alza letteralmente gli occhi al cielo e poi si volta, allontanandosi da Stiles. Se non sapesse di meglio, direbbe che il lupo lo capisce davvero. Ma non è possibile, giusto? E comunque, è solo la seconda volta, quindi è solo una coincidenza. La terza volta fa lo schema, dopotutto.
Eppure, dovrebbe seguirlo? Sta andando esattamente nella direzione opposta a quella in cui Stiles si sarebbe girato per tornare a casa, quindi è come l’altra volta, ognuno va per la sua strada opposta? Ma poi il lupo si gira dopo pochi passi e guarda Stiles con un’espressione che dice chiaramente: "Vieni o no, idiota?"
Così Stiles lo segue.
Il sole non tramonterà ancora per qualche ora e questa volta il suo telefono è completamente carico, quindi se il lupo dovesse davvero portarlo fuori strada, almeno potrà chiamare aiuto. Anche se sarebbe terribilmente imbarazzante.
Il lupo non sembra avere fretta; il loro passo è decisamente più una passeggiata pigra che una camminata sostenuta, quindi Stiles ha fiato e tempo da perdere. Così fa quello che gli riesce meglio: blatera. Prima racconta al lupo del suo nuovo lavoro e di come, anche se è chiaramente ancora visto come il novellino e si becca i lavori da novellino, nessuno è cattivo con lui e pensa davvero che presto gli verranno affidati incarichi più importanti. Lo sceriffo è bravo, non bravo quanto suo padre ovviamente, ma comunque una brava persona, e forse Beacon Hills non è poi così orribile come aveva pensato all’inizio.
Questo gli ricorda il loro primo incontro, che a sua volta gli fa pensare a Derek, e hey, il lupo dovrebbe conoscere Derek, no? Questa domanda gli vale un altro sbuffo che potrebbe essere interpretato come un assenso, ed è decisamente sufficiente per Stiles. Finora non ha parlato di Derek con nessuno, soprattutto perché in realtà non c’è molto da dire ancora: "Ehi papà, vuoi sentire del meccanico che una volta mi ha prestato dei vestiti e si è preso cura di Roscoe? Forse abbiamo flirtato un po’, ma non è successo niente perché non l’ho nemmeno più rivisto." Sì, certo, come se non portasse a un’altra ramanzina su come non essere uno stalker. (Col senno di poi, Stiles deve ammettere di non aver gestito particolarmente bene la sua cotta per Lydia. Lei è assolutamente d’accordo, ma per fortuna lo ha perdonato. Ora formano una coppia fantastica di amici e complici.)
Ma blaterare con il lupo gli mostra che aveva un bisogno molto più grande di parlare di Derek di quanto pensasse. Da qualche parte tra l’andare in estasi per gli occhi, la barba e gli avambracci di Derek e il ridere così forte ricordando una delle battute che Derek gli aveva scritto da restare senza fiato, Stiles si rende conto con un sussulto di essere già molto più coinvolto di quanto avesse mai pensato possibile.
È così distratto da questo pensiero che non si accorge affatto che il lupo si è fermato e così gli passa davanti di qualche passo. Quando finalmente si rende conto di ciò che lo circonda, capisce che hanno raggiunto il margine del bosco, con Beacon Hills che incombe davanti a loro. Il lupo gli ha effettivamente mostrato l’uscita per la seconda volta, ma quando Stiles si gira di nuovo per ringraziarlo, lui sta già scomparendo tra i cespugli.
Stiles prende in considerazione per un attimo l’idea di seguirlo, prima di rimproverarsi di iniziare finalmente a comportarsi come una persona sana di mente. Non inseguire lupi selvatici è il primo passo. E il secondo sarà fare finalmente qualcosa riguardo a questa situazione con Derek.
~*~
Derek lo anticipa, però.
Il pomeriggio seguente riceve un messaggio che lo invita a prendere un caffè. C’è un nuovo posto a Beacon Hills (non che Stiles saprebbe distinguerlo, per lui è tutto nuovo comunque) e a quanto pare Derek ha voglia di qualcosa di freddo, zuccherato e delizioso. Beh, nel messaggio dice solo caffè, ma Stiles sa di meglio. L’unico caffè buono è quello annegato in litri di sciroppo. Derek offre solo caffè nel suo messaggio, ma quando Stiles cerca il bar, scopre che è proprio accanto al cinema. Stiles cerca di non farsi troppe illusioni, ma 'e se?'.
Questa volta non vanno a vedere un film, ma quando Derek riaccompagna Stiles alla macchina dopo il loro appuntamento per il caffè - apparentemente per controllare Roscoe, ma Stiles ormai gli sta addosso - passano davanti al cinema e si organizzano per vedere uno dei film pubblicizzati il prossimo fine settimana. A Stiles sfugge completamente quale film andranno a vedere, perché dentro di sé sta impazzendo all'idea di uscire davvero, davvero, davvero con Derek Hale, ma per il suddetto Derek Hale avrebbe persino sfidato un dramma indie francese con troppi tentativi di meta-tutto, quindi non importa.
Purtroppo Derek non lo schiaccia contro Roscoe quando arrivano da lei, ma gli sorride, rivelando un adorabile set di denti da coniglietto, ed è quasi altrettanto bello. Accidenti, Stiles è messo proprio male. Ma hanno già fissato il loro secondo appuntamento, quindi baciarsi potrebbe benissimo essere all’ordine del giorno allora, e nonostante ciò che direbbe suo padre, Stiles può essere paziente se lo vuole. Anche se il fine settimana sembra davvero lontanissimo in questo momento, con tutti quei tristi giorni senza Derek in mezzo.
Per fortuna, Derek sembra pensarla allo stesso modo, perché invece di limitarsi a salutarlo, lo invita a passare il giorno dopo. Beh, dice di portare Roscoe perché ha il pomeriggio libero, ma Roscoe non può certo guidare da sola, quindi Stiles decide di considerarla un’invito implicito. Aiuta il fatto che Derek prometta una torta: a quanto pare Laura cucina quando è stressata. Non spiega però perché sia stressata, e Stiles non vuole sembrare impiccione, quindi non chiede. Non è come se fossero affari suoi, dopotutto. E una torta è sempre una torta, stress o no.
Se Stiles è davvero onesto con se stesso, ammetterà che vedere Derek è molto più importante della torta comunque, anche se il suo stomaco potrebbe non essere d’accordo.
Senza nessuno schiacciamento contro Roscoe né pomiciate in corso, Stiles non è del tutto sicuro di come salutarsi però. Dovrebbe optare per un abbraccio? Un saluto con la mano? Un pugno? Un bacio sulla guancia? (Non proprio quello che vorrebbe, ma per ora potrebbe bastare.) Alla fine Derek si dimostra persino più impacciato di Stiles, perché gli porge davvero la mano per una stretta. Una stretta di mano! Ma quanti anni hanno? Ottanta?
"Mi sono divertito oggi," dice, come un bravo chierichetto con la mamma che gli incombe sulla spalla, e la mente di Stiles forse va in corto circuito per un secondo.
"Grazie," risponde, per poi correggersi in fretta: "Cioè, anch’io. Sono contento che potremo rifarlo presto."
Derek china leggermente il capo e questo attira l’attenzione di Stiles sulle sue orecchie, che stanno diventando rosse mentre lo guarda. Questo fa sentire Stiles meglio riguardo alle proprie guance accaldate e alle mani sudate. A proposito di mani: nessuno dei due ha ancora mollato la presa, quindi la stretta di mano si è trasformata in una specie di mano nella mano. Forse Derek aveva davvero avuto un’idea geniale, dopotutto. Ha decisamente mani molto afferrabili. Ha appena finito questo pensiero quando Derek finalmente lascia andare e si passa una mano tra i capelli, si spera non per liberarsi del sudore di Stiles. La sua mano non era poi così bagnata, vero? Forse era solo un gesto nervoso. Stiles lo capirebbe benissimo.
"Ci vediamo domani allora?" chiede Derek, e nella sua voce c’è così tanta speranza, come se non avesse ancora capito che Stiles è una certezza (dio, così tanto una certezza) che Stiles deve infilare le mani in tasca per impedirsi di afferrare Derek e baciarlo senza ritegno.
"Domani," promette, per poi sparire in fretta nella Jeep prima di promettere qualcos’altro, tipo di fare dei figli con Derek.
Forse non è stata la sua uscita più elegante, ma di certo era assolutamente necessaria.
~*~
Quando il giorno dopo finalmente finisce il turno, non si prende nemmeno la briga di cambiarsi e guida direttamente lì in uniforme. Si dice che è perché l’officina sta per chiudere, ma in realtà vuole solo mettersi in mostra. I pantaloni gli fanno un sedere fantastico, se lo dice da solo. Si infila solo l’impermeabile sopra, perché piove a dirotto di nuovo. Beacon Hills non gli ha ancora mostrato molto di quel famoso sole californiano. Ma almeno questa volta non è perso nel bosco.
Quando arriva all’officina, piove ancora, quindi scatta dentro di corsa, facendo appena caso all’enorme SUV parcheggiato davanti. Ecco perché resta sorpreso nel vedere una donna bionda sconosciuta nel negozio, che sta parlando con Derek.
Beh, parlare potrebbe essere una parola troppo debole. La donna si è insinuata nello spazio personale di Derek, che a sua volta sembra fare del suo meglio per farsi inghiottire dalla scrivania alle sue spalle. Stiles non capisce cosa stia dicendo a Derek, ma di certo ne conosce abbastanza bene il tono. Non ne è stato soggetto in prima persona, ma ha sentito abbastanza amici e conoscenti di sesso femminile che ne sono stati oggetto per riconoscerlo.
Così si schiarisce la gola in modo eloquente, ed è deluso ma non sorpreso nel vedere che non basta a farla allontanare. Lei si limita a voltare la testa per lanciargli un’occhiata e liquidarlo con la stessa rapidità.
"Non vedi che siamo occupati? Torna più tardi, ragazzo."
Stiles la fissa a bocca aperta per un secondo prima di guardare se stesso e ricordarsi quale impermeabile sta indossando. È quello di Spider-Man, che è fantastico! Ma forse anche da dodicenni. Con il cappuccio su, lo fa sembrare proprio uno.
Così, con grande piacere, Stiles se lo sfila di dosso, sentendosi un po’ come Anastasia o Obi Wan Kenobi, anche se lo appende invece di lasciarlo cadere, rivelando la sua uniforme.
"Mi dispiace, signora, ma ho un appuntamento."
I suoi occhi bruciano quando si volta di nuovo e, anche se oggettivamente potrebbe essere piuttosto carina, Stiles non può fare a meno di trovarla piuttosto sgradevole in questo momento. I suoi lineamenti si distendono non appena nota l’uniforme, però, e anche la sua voce cambia tono.
"Oh agente, mi dispiace tanto, non ci vorrà che un attimo, vero Derek?"
Derek si ritrae ancora di più e Stiles ne ha avuto abbastanza.
"Signora, ho bisogno che si allontani dal signor Hale."
La testa di lei scatta verso di lui e, anche se Stiles si era preparato all’indignazione, il fuoco gelido nei suoi occhi lo fa quasi fare un passo indietro lo stesso.
"Come, scusi?"
Il tono è cambiato di nuovo, da sprezzante a civettuolo a indignato in appena tre frasi. Stiles ne sarebbe impressionato, se non fosse così arrabbiato.
"Penso che mi abbia capito benissimo, signora," replica, poi aggiunge: "So che le generazioni più anziane a volte hanno idee diverse sul consenso, ma la polizia no, e prendiamo le molestie molto sul serio."
"Generazioni più anziane?" ansima lei, e perché Stiles non è sorpreso che si concentri su questo piuttosto che sull’accusa di molestie. "Sai almeno chi sono?"
"No, e non mi interessa nemmeno, signora," ribatte, chiedendosi se il prossimo passo sarà un bel “Mio padre verrà a saperlo”. "Le accuse di molestie valgono indipendentemente da chi lei sia."
"Sono il vostro futuro sindaco," sibila, aggiungendo velenosamente: "E non mi dimenticherò di questo, agente…"
Lascia la frase in sospeso, aspettandosi chiaramente che lui le dia il suo nome, ma col cavolo che Stiles gliela rende così facile.
"Nemmeno io, signora," risponde, perché la minaccia vale in entrambe le direzioni e a quanto pare lei ha bisogno che glielo si ricordi. I suoi occhi ardono di furia, ma Stiles sostiene il suo sguardo con calma finché lei non solleva il mento con aria altezzosa e se ne va furibonda.
"Aspettate il giorno delle elezioni," è il suo colpo d’addio, e Stiles borbotta: "Di certo non voterò per lei, questo è sicuro."
Uno sbuffo gli ricorda la presenza continua di Derek e Stiles sente le guance scaldarsi per l’imbarazzo.
"Non è davvero il nostro futuro sindaco, vero? Perché mi piace il mio lavoro!"
Per fortuna, Derek scuote la testa.
"Le sue possibilità non sono pessime e la sua famiglia ha ricoperto la carica per gran parte del secolo, ma credo che gran parte della città sia stanca della loro interpretazione piuttosto ereditaria della democrazia e che il suo avversario abbia molte più probabilità di vincere. Almeno lo spero."
Stiles cerca di mettere a fuoco mentalmente i manifesti appesi ovunque in città e un nome gli viene improvvisamente in mente.
"Si chiama Kate, vero?"
"Sì, Kate Argent," dice Derek, e Stiles è sorpreso dal veleno nella sua voce. D’altra parte, gli Argent sono ben noti in città per essere fermamente contrari alla riserva di lupi degli Hale, quindi forse l’animosità ha senso dopotutto.
"Chi è il suo avversario?" chiede Stiles. "Giusto per sapere chi votare, ovviamente."
"Mio fratello, in realtà," dice Derek, e Stiles aggrotta la fronte confuso, perché pensa che avrebbe notato il nome “Hale” sui manifesti. Derek però sembra leggergli nel pensiero, perché aggiunge: "Ha preso il cognome di sua moglie."
"Non sapevo avessi altri fratelli oltre a Laura," dice Stiles, sperando che non suoni accusatorio. Sono appena al loro primo vero appuntamento, il tipo ha diritto ad avere ancora qualche segreto! I fratelli, però, probabilmente resteranno per sempre infinitamente affascinanti per Stiles, figlio unico com’è.
"Jonathan è il più grande di noi," offre Derek senza problemi. "Poi ci siamo io e Laura, e infine Cora, la più piccola. Anche se rischi seriamente di farti prendere a calci se glielo dici in faccia."
"Una donna secondo i miei gusti!" esclama Stiles, e Derek sorride.
"Penso che andrete molto d’accordo, quando vi incontrerete," dice, e Stiles sorride piano al pensiero di conoscere la famiglia di Derek, che tutto questo possa funzionare.
"Mi piacerebbe," risponde, e non intende solo incontrare Cora.
Per un lungo momento restano semplicemente lì a sorridersi, finché Stiles non trova finalmente il coraggio di affrontare ciò che hanno elegantemente evitato fino a quel momento:
"Spero di non aver esagerato prima," dice, "e se l’ho fatto mi dispiace molto. Volevo solo dire che parlavo sul serio: prendiamo le molestie molto seriamente e sarei felice di testimoniare per te se volessi agire contro di lei."
Il sorriso scompare dal volto di Derek e la sua espressione si chiude leggermente, anche se Stiles ha l’impressione che sia più per la menzione di Kate Argent che per il fatto che lui abbia parlato della situazione precedente. Almeno lo spera.
"Grazie," dice Derek a bassa voce dopo una lunga pausa che fa venire a Stiles voglia di contorcersi. "Grazie per prima e per l’offerta, ma davvero, va tutto bene, non preoccuparti."
"No, non va bene," ribatte Stiles, sorpreso dalla propria veemenza. "Non va bene che lei ti metta all’angolo sul tuo posto di lavoro, ignori tutti i tuoi segnali e ti tocchi senza il tuo permesso. Mi dispiace, adesso sto decisamente esagerando e non insisterò oltre, ma ho bisogno che tu lo sappia. Le sue azioni non erano giuste ed è legittimo che tu lo senta."
Con sua sorpresa, la sua tirata improvvisata sembra rilassare Derek, con un piccolo sorriso che torna a giocargli sulle labbra.
"Ok, non va bene, è onestamente un po’ incasinato, ma starò bene, Stiles, promesso."
"Questo lo deciderò io," borbotta Stiles, ma è una replica poco convinta e Derek sembra capirlo.
"Mi piacerebbe," ripete le parole di Stiles di prima, e Stiles ha di nuovo la sensazione che stiano parlando di qualcosa di più di ciò che è immediatamente ovvio. E ancora una volta restano lì a sorridersi, e Stiles è sinceramente convinto che non si sarebbero mossi se Laura non fosse piombata dentro dalla pioggia proprio in quel momento.
Si scrolla come un cane, apparentemente senza fare caso a Derek e Stiles, e annusa l’aria.
"È Kate Argent quella che sento?" chiede, e Stiles cerca di ricordare se Kate indossasse un profumo particolarmente forte prima. "Spero che tu l’abbia buttata fuori, Derek!"
"È stato Stiles," risponde Derek, e nonostante la conversazione precedente Stiles è sorpreso di sentire orgoglio nella sua voce. Quando si gira a guardarlo, Derek sta accuratamente evitando il suo sguardo, ma Stiles riesce comunque a vedere le sue orecchie e quanto siano diventate rosse.
"Bene," dice Laura con trasporto e arruffa i capelli di Stiles mentre gli passa accanto. "Direi che questo richiede del cioccolato, voi continuate pure a fissarvi in silenzio, vi chiamo quando la torta è pronta," aggiunge, sparendo su per le scale.
Forse non era poi così ignara, pensa Stiles, e lancia un’occhiata furtiva a Derek, solo per scoprire che lui lo sta già guardando. C’è un breve momento in cui nessuno dei due si muove e Stiles non osa nemmeno respirare, poi entrambi scoppiano a ridere.
Gli sta bene, pensa Stiles.
~*~
Incontrare la famiglia di Derek avviene in modo un po’ diverso da quanto Stiles si aspettasse.
Sono passate alcune settimane e Stiles e Derek sono usciti ancora, per altri appuntamenti, perlopiù caffè, ma anche qualche film in più. C’è anche un sacco di torta da parte di Laura. E stranamente un sacco di capriole.
Derek sembra incapace di usare le scale nel modo normale. Stiles non sa se siano i jeans stretti o cos’altro, ma Derek non fa mai le scale un gradino alla volta se può evitarlo. E per evitarlo intende saltarle. La prima volta che salta giù da una rampa di scale, il cuore di Stiles salta più di un battito. Perché Derek non salta solo due o tre gradini alla volta, ma cinque o dieci. Se Stiles non l’avesse visto con i suoi occhi, avrebbe pensato che fosse impossibile saltare da altezze simili: se ci provasse lui, si romperebbe sicuramente una o due gambe. Ma quando lo dice, Derek ride soltanto e gli dice che deve mangiare meno torta. Stiles gli fa semplicemente la linguaccia.
Quando finalmente si è quasi abituato alle acrobazie di Derek sulle scale, con il cuore che non gli balza più fuori dal petto ogni volta che salta, Derek alza la posta.
Sono al loro terzo vero appuntamento, in un minuscolo ristorantino sopra una libreria. L’accesso è tramite una scala esterna e dopo cena Stiles prende in giro Derek chiedendogli se scendere a piedi o saltando metterà più a rischio i suoi jeans. Sono particolarmente stretti quella sera e Stiles ha apprezzato molto la vista. Questo non significa che non possa tirargli un po’ le trecce metaforiche, però.
La risposta di Derek è un ghigno, sostenere lo sguardo di Stiles il più a lungo possibile e poi fare una capriola all’indietro giù per le scale.
Ora tocca a Stiles essere contento del suo paio di jeans inutilmente stretti, che gli stringono troppo le parti basse per consentire qualsiasi evidente situazione di erezione. Scende comunque le scale con estrema cautela, percorrendole passo dopo passo, finché non si trova di nuovo di fronte a Derek, che sta ancora, o di nuovo, sorridendo. Questo non aiuta la situazione di potenziale erezione di Stiles. Le narici di Derek si dilatano - e davvero, un giorno Stiles dovrà chiedergli cosa sta succedendo lì, l'unico motivo per cui non l'ha ancora fatto è che se la risposta fosse che puzza? - e poi il suo sorriso cresce, fino a sembrare un gatto particolarmente ben nutrito che ha ancora una porzione extra di panna. Immagine sbagliata, cervello, immagine sbagliata. La missione: tenere giù l'erezione sembra sempre più un caso perso.
E ora il gatto Derek sembra aver ottenuto sia la panna extra che il canarino.
"È bello sapere che i miei sforzi sono apprezzati," scherza, e Stiles lo spinge giocosamente, poi iniziano a camminare verso le loro auto, con Derek che si mette al passo accanto a lui.
"Oh, io ti apprezzerò," promette Stiles, e si morde un sorriso quando Derek manca il gradino successivo e inciampa. È l’allusione più esplicita che abbia lasciato finora, anche se il loro flirt è stato ampio e variegato. È stato tutto per lo più innocente, però.
Se la stanno prendendo con calma, quasi a passo di ghiacciaio, ma Stiles si scopre a goderselo, a conoscere davvero qualcuno prima che entri in gioco l’aspetto fisico. Inoltre, dopo la situazione con Kate Argent, è ancora più attento a non creare alcuna pressione. Derek probabilmente alzerebbe gli occhi al cielo, ma merita un corteggiamento lento, anche se non tutti riescono a vederlo, e Stiles è determinato a darglielo.
Ciò che è decisamente sotto pressione, però, è la sua cintura. Tutta quella torta di Laura doveva pur finire da qualche parte e sembra aver scelto la sua pancia. Così Stiles torna nella riserva per un’altra corsa. Ultimamente si è attenuto soprattutto alle strade del paese, non volendo creare uno schema di perdersi nel bosco. Ma oggi il tempo è così bello e non vuole trasformarsi in qualcuno che ha paura di entrare nella foresta, quindi si corre sotto gli alberi.
Per sicurezza, il telefono è completamente carico e registra ogni suo passo, così potrà ripercorrerlo nel caso. Nel caso!
Parcheggia la Jeep in uno dei parcheggi all’inizio dei sentieri, ma non ci mette molto ad allontanarsi dai percorsi più battuti, dai genitori con bambini e dai passeggiatori con i cani, per addentrarsi nelle parti del bosco che probabilmente vedono più cervi che esseri umani. Sta comunque seguendo un sentiero, non corre a caso tra gli alberi (che nessuno dica che Stiles non impara dai suoi errori).
È tranquillo qui fuori, nel profondo della foresta, qualcosa che non aveva davvero avuto modo di apprezzare a dovere le altre volte che era stato qui. C’è il canto degli uccelli sopra di lui e il fruscio dietro di lui e ululati davanti a lui?
Stiles accelera il passo, correndo verso il rumore. Qualunque cosa ci sia più avanti sul sentiero è ferita. Dal suono, Stiles direbbe un cane, ma potrebbe anche essere un bambino, e se è un cane potrebbe esserci un altro essere umano non troppo lontano, forse anche lui ferito. Ma tre volte fanno uno schema, quindi chi altro dovrebbe incontrare Stiles nel bosco di nuovo, se non il lupo nero.
Questa volta, però, non è Stiles a essere in difficoltà; è il lupo. È rimasto intrappolato in una tagliola, e Stiles deglutisce quando intravede la sua zampa, maciullata e insanguinata. Il lupo smette di ululare quando vede Stiles, ma il lieve lamento che emette al suo posto è quasi peggio.
"Oh merda," mormora Stiles, lasciandosi cadere in ginocchio accanto al lupo, che sbuffa stancamente.
"Va bene, sto sperando davvero con tutte le mie forze che tu possa capirmi, perché devi restare fermo, amico, okay? E non mordermi la mano o staccarmi la testa, per favore. Sarebbe carino."
Il lupo emette un brontolio profondo nel petto, che Stiles decide di interpretare come assenso. Decide comunque di annunciare ad alta voce la sua prossima mossa.
"Darò un’occhiata più da vicino adesso, va bene? Da qualche parte deve esserci un meccanismo di rilascio."
Si china in avanti e poi deve subito ritrarsi, deglutendo per reprimere il conato. Da vicino, la zampa sembra ancora peggiore. E l’odore… Stiles spera con tutto se stesso che non sia ancora il famigerato odore della morte. Prova allora a respirare con la bocca, ma è persino peggio. Ora ha il sapore del sangue sulla lingua.
Il lupo guaisce piano e Stiles si scuote. È ora di concentrarsi.
Fa un respiro profondo, cercando di ignorare tutte le sensazioni che lo accompagnano, poi trattiene il fiato mentre studia la trappola.
È brutale, con punte metalliche e denti affilati che affondano ancora di più nella carne ferita se il lupo si muove anche solo di poco. Sembra essere ricoperta da una strana sostanza oleosa che Stiles non riesce a identificare, con foglie e terra che vi aderiscono. Probabilmente era nascosta sotto di esse e il lupo ci è finito sopra per pura coincidenza. Non aveva avuto alcuna possibilità.
Stiles viene improvvisamente sopraffatto dalla rabbia verso chiunque abbia piazzato quella trappola. Che tipo di essere umano fa una cosa del genere? E perché qualcuno dovrebbe farlo? Chi potrebbe essere così pieno d’odio? Contro animali innocenti?
Si morde il labbro per riprendere il controllo e si ricorda bruscamente di concentrarsi. Infuriarsi mentalmente contro i responsabili non aiuterà il suo lupo. Ora dov’è quel maledetto meccanismo di rilascio?
Finalmente lo vede, una piccola leva mezzo nascosta dietro la zampa del lupo. Stiles lascia uscire un sospiro di sollievo e poi si rivolge di nuovo al lupo: "Ora libererò la tua zampa. Mi dispiace, probabilmente farà male, e ti sarei davvero grato se potessi non mordermi per questo."
Il lupo sbuffa di nuovo e sembra quasi prepararsi mentalmente. A questo punto Stiles è quasi abituato a quanto il lupo si comporti in modo inquietantemente umano a volte, quindi segue il suo esempio e si prepara anche lui. Premere la leva è più difficile del previsto, all’inizio non vuole muoversi e Stiles deve farvi forza sopra, il che a sua volta scuote il lupo, la cui zampa ferita è proprio lì. Poi finalmente cede.
Il suono dei denti di metallo che si strappano via dalla carne insanguinata è la cosa peggiore che Stiles abbia mai sentito. Le ferite ricominciano a sanguinare copiosamente, riempiendo il naso e la bocca di Stiles di sapore metallico, e lui si ritrae di scatto, deglutendo freneticamente per non rimettere il pranzo.
In realtà non aveva pensato molto oltre l’aprire la trappola e liberare il lupo, ma questo perché Stiles si aspettava che crollasse una volta che non avesse più dovuto sostenersi per non farsi ancora più male. Invece, il lupo prima barcolla di lato quando la trappola non gli stringe più la zampa, e poi scatta via nel bosco. Zoppica visibilmente, ma è comunque incredibilmente veloce. Abbastanza veloce da sparire dalla vista prima che Stiles riesca a rimettersi in piedi, urlandogli di fermarsi per tutto il tempo.
Gli balena per metà un pensiero folle di seguire le tracce di sangue che il lupo deve sicuramente lasciare dietro di sé, ma non ha mai nemmeno preso quel distintivo ai boy scout, e anche se per puro caso riuscisse a trovare il lupo, questo è appena scappato da lui, quindi non c’è alcuna garanzia che non scapperebbe di nuovo non appena Stiles lo individuasse. E poi cosa farebbe Stiles se lo raggiungesse? È un poliziotto, non un veterinario!
È decisamente il momento di chiamare i rinforzi.
~*~
Purtroppo i rinforzi non rispondono al telefono.
Stiles prova tre volte, ma raggiunge solo la segreteria di Derek. Non ha il numero di Laura e non conosce nemmeno il nome di nessun altro Hale. Quello che sa, però, è dove vive il resto della famiglia Hale. Più o meno.
Vivono ai margini della riserva, un po’ lontano dalla città. Ovviamente Stiles non è mai stato lì, ma è passato abbastanza spesso davanti alla strada privata che conduce alla loro casa. È solo un po’ più in là rispetto al garage di Derek e Laura e Stiles trova facilmente la svolta. La strada è ben asfaltata, ma più lunga di quanto si aspetti, e proprio quando sta pensando di tornare indietro perché deve aver sbagliato da qualche parte, gira un’altra curva e vede la casa.
In realtà è più una villa tentacolare, alta tre piani e con diverse ali altrettanto alte attaccate. Non ci sono auto parcheggiate davanti, ma la strada prosegue lungo la casa fino a quello che deve essere il garage, anche se per dimensioni potrebbe benissimo essere un’altra casa. L’intera struttura grida denaro e potere e Stiles acquisisce una nuova comprensione del perché Derek viva così vicino alla famiglia, ma comunque separato. Da quello che gli ha raccontato, sembrano molto affettuosi, ma anche un po’ invadenti e, a giudicare dalle dimensioni della casa, vivono tutti insieme. Per Stiles, figlio unico cresciuto da un solo genitore, è una configurazione piuttosto terrificante.
Ma oggi non è lì perché sono la famiglia di Derek, bensì perché probabilmente sono quelli che si prendono cura del suo lupo e, si spera, quelli che possono aiutarlo. Così Stiles si fa coraggio e finalmente si avvicina per suonare il campanello.
La porta si apre prima ancora che raggiunga l’ultimo gradino. La donna che esce deve essere la madre di Derek, la somiglianza con lui e Laura è impressionante. Compreso quello strano dilatarsi delle narici.
"Derek-" inizia a dire, poi socchiude gli occhi quando vede che è Stiles invece. Stiles solleva automaticamente le mani in segno di resa, sentendosi un po’ come la preda davanti al serpente, e entrambi fissano il sangue ancora attaccato alle sue mani. Stiles non si era nemmeno reso conto di non aver nemmeno tentato di pulirle e rabbrividisce al pensiero di dover togliere di nuovo quell’odore dalla Jeep.
Resiste all’impulso improvviso di strofinarle sui jeans e invece le abbassa di nuovo.
"Mi dispiace irrompere così, signora Hale, ma non sapevo cos’altro fare, Derek non risponde al telefono," dice, e lei inclina il capo in silenzioso riconoscimento.
"Cosa è successo, Stiles?" chiede, e Stiles sbatte le palpebre.
"Come fa a sapere il mio nome?" ribatte invece di rispondere alla domanda, ma lei sorride appena.
"Derek ci ha raccontato abbastanza di te, e della tua Jeep," risponde, e Stiles sente le guance scaldarsi.
"Oh, giusto," balbetta, un po’ spaesato, poi si ricompone con forza. È venuto lì con uno scopo, non solo per fare una figuraccia davanti alla madre di Derek.
"Credo che uno dei vostri lupi sia ferito. È uno grande e nero, non proprio avvicinabile, ma molto collaborativo e con un ottimo senso dell’orientamento. Qualche stronzo ha piazzato delle tagliole per orsi nel bosco e lui è finito in una. L’ho liberato, ma è scappato prima che potessi fare altro. Non so nemmeno come abbia fatto, la zampa era messa davvero male."
La signora Hale è diventata molto pallida, ma nei suoi occhi arde un fuoco che fa venire a Stiles voglia di rimpicciolirsi, anche se è piuttosto sicuro che non sia rivolto a lui.
La sua voce, però, rimane calma e controllata quando dice: "Grazie, Stiles, siamo in debito con te."
Sembra sincera, e non come se accettasse obiezioni, così Stiles si limita ad annuire in silenzio.
"La trappola era ricoperta di qualcosa?" chiede, e Stiles è improvvisamente felice di non essersi ancora pulito le mani. Parte della sostanza oleosa vi aderisce ancora e non sa come altro potrebbe descriverla. Quando glielo dice, la signora Hale gli prende delicatamente il polso e solleva le sue mani per annusarle. Stiles non aveva notato alcun odore oltre al tanfo del sangue, ma lei deve avere un olfatto migliore, perché il suo viso si contrae per il disgusto.
"Capisco," è tutto ciò che dice, però, e Stiles non osa chiedere cosa significhi, anche se ora la sua curiosità è stata stuzzicata. "Vuoi entrare a lavarti le mani?" propone invece, aggiungendo in fretta: "Ma per favore non toccare nulla prima di farlo."
"Certo," promette Stiles, e viene subito accompagnato all’interno. Con sua sorpresa, la casa appare molto meno austera all’interno di quanto sembri dall’esterno. Sì, l’ingresso è grande, ma è anche pieno di ninnoli, cappotti e stivali di gomma che lo rendono accogliente e vissuto, piuttosto che imponente e freddo. Intravedere appena un soggiorno altrettanto grande ma altrettanto accogliente prima che la signora Hale lo conduca in un piccolo bagno. Prende una bottiglia anonima dall’armadietto sotto il lavandino e gli dice che dovrebbe bastare per pulirsi le mani.
Finalmente mostra piccoli segni di perdita di compostezza, lanciando occhiate nervose verso la porta, il corpo proteso in avanti come se fosse pronta a scattare, trattenendosi a stento dal correre nel bosco. Stiles cerca di sbrigarsi, ma l’olio e il sangue sono ostinati e rimangono sulle sue mani anche quando le strofina con forza.
La signora Hale lo osserva ancora una volta e apparentemente prende una decisione. Stiles si aspetta che lo cacci educatamente, invece dice: "Chiudi la porta dietro di te quando esci, va bene? Ancora, grazie per tutto quello che hai fatto, farò chiamare Derek, te lo prometto."
C’è un luccichio nei suoi occhi all’ultima osservazione che costringe di nuovo il colore sulle guance di Stiles, nonostante i suoi sforzi per trattenerlo. Prima che possa dire qualcosa, però, la signora Hale si china in avanti e sfiora la sua guancia con un bacio appena accennato, poi sparisce semplicemente dalla porta mentre Stiles la guarda andare via, senza parole.
Gli serve un bel po’ di tempo per riprendersi e poi ancora parecchio per riuscire a pulirsi le mani. Quando ha finito, ha già passato più tempo da solo in casa d’altri di quanto gli sia congeniale, quindi l’imbarazzo prevale facilmente sull’istinto di curiosare un po’.
Quello a cui però non riesce a resistere è dare un’occhiata più da vicino alle foto di famiglia appese nell’ingresso. In fondo sono lì per essere ammirate, e Stiles le ammira eccome. Diventa subito chiaro che l’intera famiglia Hale è soprannaturalmente bella. La futura sindaca somiglia di più al signor Hale, così come la sorella più giovane, anche se condivide con Derek le sopracciglia minacciose della fine dei tempi.
C’è anche un altro uomo di mezza età che assomiglia alla signora Hale con una piccola bionda che sembra essere sua moglie e un adorabile bambino. Infine c’è una donna anziana che ricorda a Stiles la sua Babcia, non perché si somiglino oltre al fatto di avere entrambe i capelli bianchi, ma perché ha lo stesso sguardo che promette troppo cibo, servito con amorevoli frecciatine su quando si deciderà a sistemarsi.
Le foto preferite di Stiles sono però quelle di Derek. Ce n’è una di lui e Laura che è stata ovviamente scattata per il ballo di fine anno, Derek che sembra impacciato in un completo non proprio della misura giusta, e un’altra in cui a quanto pare ha accompagnato anche la sorella minore al suo ballo, questa volta riempiendo il completo molto meglio.
Ce n’è un’altra che riconosce perché è appesa anche nel garage, e che deve essere stata scattata quando lo hanno aperto: Laura che sorride a tutta bocca, Derek che appare molto più composto, ma comunque orgoglioso.
E infine ci sono quelle di Derek da bambino, con orecchie, denti e sopracciglia troppo grandi per il suo viso, ma comunque così incredibilmente adorabile. Stiles fa scorrere un dito sulla guancia paffuta del piccolo Derek e poi finalmente se ne va prima di fare qualcosa di ancora più imbarazzante, come baciare la foto di Derek al ballo.
~*~
A Derek servono tre giorni per chiamarlo e Stiles, che all’improvviso ricorda che le telecamere di sicurezza esistono e che di conseguenza teme che ci siano prove di lui che accarezza amorevolmente una foto, li passa tutti sulle spine.
Quando finalmente sente di nuovo la voce di Derek, rimane scioccato da quanto suoni stanco. Così la sua prima domanda riguarda la salute di Derek, piuttosto che il lupo, come aveva pianificato.
"Stai bene, amico? Non sembri in gran forma," chiede, e Derek sbuffa stancamente.
"Non chiamarmi amico," si lamenta, ma con poca convinzione, il che non fa che aumentare la preoccupazione di Stiles. "Sto bene, mi sono fatto male a una gamba ed è stato un incubo aspettare che guarisse. Inoltre sono stato sotto le cure affettuose dei miei genitori e di mia nonna negli ultimi giorni, e anche zio Peter non è di grande aiuto. È anche per questo che ti chiamo solo ora, non volevo che origliassero."
"Sei di nuovo nel tuo appartamento adesso?" chiede Stiles, cercando di ignorare la sua mente che gli propone immagini vivide di ciò di cui Derek potrebbe voler parlare e che non vorrebbe che i suoi genitori sentissero. (Sesso telefonico. Derek è ferito e la mente di Stiles va subito al sesso telefonico. A volte si preoccupa davvero di se stesso.)
"Ti va un po’ di zuppa e intrattenimento perfetto?" propone, spiegando: "La zuppa di pollo della mia Babcia è la migliore sia per i cuori spezzati che per le ossa rotte, come mi assicura sempre, e non vedo la trilogia originale da troppo tempo."
"Suona davvero perfetto," dice Derek, e il cuore di Stiles fa un balzo per quanto sincero suona.
"Ok, dammi un’oretta e mezza o giù di lì e arrivo con la zuppa e la nostra Regina e Salvatrice, Leia Organa."
"Potresti anche venire subito e preparare la zuppa qui? Potrei aiutarti," propone Derek, e Stiles si ritrova a sorridere come un idiota.
"Potrei farlo," concorda, aggiungendo: "Potrei dover passare al negozio per una o due cose, ma non ci metterò più di mezz’ora."
"Sbrigati," pensa che Derek mormori appena prima di riattaccare, e Stiles arriva lì in meno di venti minuti.
~*~
Derek lo sta aspettando alla porta sul retro che conduce direttamente al suo appartamento senza dover passare dal garage, e a dire il vero ha un aspetto persino peggiore di quanto Stiles si aspettasse. È pallido, con profonde occhiaie viola, i capelli sono in disordine e sembra aver perso peso. Assomiglia più a qualcuno che sta uscendo da una brutta influenza che a una semplice distorsione alla caviglia, ma dal modo in cui si appoggia allo stipite della porta è chiaro che favorisce la gamba destra.
"Cosa ci fai fuori dal letto?" lo rimprovera Stiles, spingendolo dentro. "Sembri la morte riscaldata, amico."
"Non chiamarmi amico," ripete Derek, e Stiles alza gli occhi al cielo. "Preferisci che ti chiami idiota? Perché posso farlo anche io! Dovresti essere sotto una coperta; sul serio, cosa hai fatto al piede, sembri davvero messo malissimo."
"Grazie tante," brontola Derek, ma si lascia comunque guidare verso il divano, dove lo aspetta già una montagna di coperte. Stiles lo aiuta ad avvolgersele addosso e non riesce a trattenersi dal sistemarle con cura. La testa di Derek segue assonnata i suoi movimenti e Stiles automaticamente gli sistema anche i capelli. Ritira di scatto la mano quando si rende conto di quello che sta facendo e Derek brontola piano nel petto.
"Cerca di fare un sonnellino mentre preparo la zuppa, va bene? Sembri proprio averne bisogno," consiglia Stiles, con la voce un po’ più roca del solito. Derek si limita a mormorare e a seppellire il viso nelle coperte. Sembra quasi che le stia annusando, anche se non ha molto senso: nella sua esperienza, le coperte da malattia non profumano mai granché.
Proprio come si aspettava, Derek ha già un aspetto molto migliore dopo un breve sonno e ancora migliore dopo aver mangiato un po’ di zuppa. Si solleva persino abbastanza da lasciare spazio sul divano anche a Stiles, anche se poi si accascia di nuovo quasi subito, finché la testa non finisce quasi sulla spalla di Stiles. È così che guardano il quarto episodio, e Stiles direbbe quasi che si stanno coccolando.
Poco prima che la prima Morte Nera esploda, la testa di Derek si adagia completamente sulla spalla di Stiles e, quando partono i titoli di coda, comincia a russare. Ovviamente non ha senso iniziare l'episodio seguente ora, così Stiles ruba semplicemente una delle coperte dal mucchio di Derek e li sistema entrambi con attenzione in una posizione un po’ più comoda.
Magari non è malato anche lui, ma un sonnellino non può far male.
~*~
Ci vuole una settimana perché la gamba di Derek guarisca, il che è più veloce di quanto Stiles si aspetti e apparentemente molto più lungo di quanto Derek ritenga accettabile, visto che per tutta la settimana si comporta come un leone in gabbia.
O forse come uno di quei poveri gatti feriti con il collare elisabettiano. Non che Stiles oserebbe mai dirglielo in faccia.
(Laura però lo apprezzerebbe.)
Stiles passa altre due volte per la zuppa e il resto della trilogia originale, e ogni volta si addormentano insieme sul divano. È tutto molto domestico, e molto platonico. E Derek è stato malato, non è ancora tornato del tutto in forze, e Stiles lo sa, e non è che abbia voluto fare sesso su ogni superficie vagamente appropriata (almeno non mentre Derek è malato), ma non può comunque fare a meno di sentirsi scoraggiato. Un bacio non sarebbe troppo da aspettarsi a questo punto, vero?
È tutto ciò che desidera, un qualche riconoscimento del fatto che stanno percorrendo una strada che va oltre la semplice amicizia.
Ma Derek continua comunque a tenerlo a distanza di sicurezza, nonostante l’addormentarsi sulla spalla di Stiles e tutto il flirt via messaggi e di persona. Perché c’era del flirt! Stiles magari non è Casanova, ma non è cieco. C’è qualcosa tra loro, ne è sicuro, ma finché Derek si rifiuta di affrontarlo apertamente, lui non si sente a suo agio a spingere.
Aspettare però sta diventando sempre più difficile, soprattutto perché non sa cosa stia aspettando, o nemmeno se ci sia davvero qualcosa che valga la pena aspettare.
Neanche Laura è stata d’aiuto.
Quando lo aveva visto per la prima volta dopo l’incidente con il lupo, lo aveva abbracciato forte, come se avesse salvato suo fratello o qualcosa del genere. L’abbraccio era stato così energico che Stiles aveva avuto difficoltà a respirare. Probabilmente il giramento di testa spiegava perché gli era sembrato che Laura gli stesse strofinando il viso contro il collo mentre lo abbracciava. La mancanza d’aria provoca allucinazioni, no?
Ma dopo quel primo, entusiasta saluto, aveva fatto una completa inversione di rotta e sembrava avere sempre qualcos’altro da fare non appena Stiles entrava nel raggio d’azione. Oh, riceveva ancora abbracci lunghi e forti, al limite dello scomodo, ma lei spariva comunque in fretta. Gli sguardi significativi che Stiles l’ha sorpresa a lanciare a Derek e le minacce sussurrate di "Parlagli o lo farò io" farebbero temere a Stiles di essere sul punto di essere lasciato, se ci fosse qualcosa da lasciare. Ecco il suo problema principale.
Alla fine della settimana, Stiles è allo stremo e la sua pazienza si sta assottigliando. Si promette di affrontare la questione, qualunque essa sia, entro la fine del weekend, ma ancora una volta Derek lo anticipa.
Sabato riceve un messaggio per incontrare Derek nel bosco.
Letteralmente tutto ciò che dice è: "Incontriamoci nel bosco."
E alle domande di Stiles su dove esattamente dovrebbero incontrarsi non arriva alcuna risposta. Così decide semplicemente di seguire le proprie orme e usare lo stesso sentiero su cui si trovava quando era incappato nel lupo. Che sia il signor "Incontriamoci nel bosco" a trovarlo, se si rifiuta di dare istruzioni più chiare. Se non altro, in questo modo Stiles potrà controllare se nel frattempo qualcuno ha pensato a rimuovere la tagliola, così che nessun altro possa finirci dentro e farsi male. In mezzo a tutta la strana conversazione con la signora Hale e al fatto che anche Derek si sia ferito, aveva completamente dimenticato la trappola.
La giornata è bella almeno, e il fastidio iniziale di Stiles per essere stato convocato nel bosco svanisce con l’odore degli aghi di pino nel naso e il canto degli uccelli nelle orecchie. Come si aspettava, però, non c’è traccia di Derek. Almeno anche la tagliola è sparita quando raggiunge il punto in cui il lupo si era ferito. Gli unici segni che qui sia successo qualcosa di fuori dall’ordinario sono il suolo della foresta smosso e la macchia marrone rossastra tra le foglie schiacciate che Stiles realizza con un brivido essere sangue secco del lupo. Deve aver perso molto più sangue di quanto Stiles avesse capito, se è ancora visibile dopo più di una settimana.
"Non ti ho nemmeno ancora ringraziato," dice all’improvviso una voce alle sue spalle, e Stiles quasi cade nella pozza di sangue secco.
"Amico, ma che cazzo!" si lamenta quando riesce di nuovo a respirare, e fulmina con lo sguardo Derek che, contro ogni probabilità, è riuscito a trovarlo. "E cosa intendi dire, ringraziarmi? Per essere venuto nel bosco? Potevamo incontrarci al margine e camminare insieme, se ti andava un po’ d’aria fresca, ma non è certo qualcosa per cui ringraziarmi."
"Ti devo una spiegazione," continua Derek con le sue affermazioni drammatiche, come se Stiles non avesse detto nulla. Stiles aggrotta la fronte e lo osserva attentamente per la prima volta. Derek sembra quasi nervoso, le dita che giocherellano con il cordoncino dei pantaloni della tuta che indossa, gli occhi che guizzano da una parte all’altra come a controllare la presenza di minacce, e si morde il labbro. Nel complesso è uno spettacolo piuttosto inquietante da parte di qualcuno che ha appena detto a Stiles di incontrarlo nel bosco.
"È di nuovo Kate Argent?" chiede Stiles, improvvisamente ansioso anche lui. "Ti ha dato ancora fastidio? Possiamo ancora fare qualcosa per lei, sai."
"No," dice Derek, e con sorpresa di Stiles sorride. "Non sono qui per lei, anche se suppongo che abbia comunque qualcosa a che fare con tutto questo."
"Adesso stai solo parlando per enigmi," si lamenta Stiles impotente, e Derek abbassa il capo, come se fosse stato rimproverato. Ma quando parla, un ghigno gli gioca intorno alla bocca.
"Non enigmi intendo dire, ma scusarmi devo. Fare o non fare, non c’è provare."
"Ugh, piantala, Yoda," borbotta Stiles, cercando di ignorare il calore improvviso sotto lo sterno.
"Devo dirti una cosa," dice Derek, di nuovo serio all’improvviso. "Qualcosa di importante, e spero che non ti faccia pensare diversamente di me."
"È questo segreto il motivo per cui sei stato così… distante?" chiede Stiles. Distante non è proprio la parola giusta, ma è la cosa migliore che riesce a trovare in quel momento che non lo faccia sembrare una dodicenne ignorata dalla sua amica di penna.
Per fortuna Derek sembra capire cosa intenda, perché annuisce, con aria mortificata.
"Tu, tu mi piaci davvero, Stiles, e vorrei… portarti fuori, sul serio, ma non volevo iniziare basando tutto su una bugia."
"Mi piaci davvero anche tu," ribatte Stiles, ma il sollievo per non essersi immaginato tutto, per il fatto che ci sia davvero qualcosa tra loro e che Derek provi lo stesso, si trasforma rapidamente in timore quando Derek non sembra altrettanto sollevato o anche solo un po’ felice alla confessione di Stiles.
"Spero solo che tu la pensi ancora così dopo questo," risponde cupo, e Stiles socchiude gli occhi con sospetto.
"Amico, non sei mica nella mafia, vero? Io sono un poliziotto! E non uno corrotto, nel caso tu lo pensassi. Dio, lo sapevo che c’era qualcosa di losco con la tua famiglia tutta sola nel profondo dei boschi. E i lupi allora a cosa servono? Solo una distrazione, una copertura? O trasportano droga per voi o qualcosa del genere? Sul serio, non diventerò disonesto, nemmeno per te! Mio padre mi ammazzerebbe!" Si passa una mano sul viso, stringendo gli occhi, cercando di pensare. "O aspetta, nel tuo caso è letterale? La tua famiglia ti ucciderà? Tu e Laura state cercando di scappare? È per questo che vivi e lavori separato dal resto della famiglia?"
Probabilmente Stiles avrebbe continuato per altri dieci minuti se non fosse stato fermato di colpo da un vero ringhio. Apre gli occhi e fa un passo indietro barcollando, finendo seduto per terra.
Dove un attimo prima c’era Derek, ora al suo posto c’è un lupo. In piedi, che ringhia contro di lui.
E mentre Stiles osserva a occhi spalancati, il lupo si trasforma in Derek. Derek nudo.
"Tu non sei nella mafia," sussurra Stiles, e Derek scuote la testa. Anche altre cose si muovono. Stiles si affretta a fissare lo sguardo sul volto di Derek, consapevole che il suo sta diventando rosso cremisi.
"No, non lo siamo. Siamo lupi mannari, Stiles, e qualcuno potrebbe pensare che sia persino peggio."
Improvvisamente molte cose acquistano senso.
"Gli Argent?" azzarda, e Derek annuisce. "La tagliola! La tua gamba! Eri tu, vero?"
Derek annuisce di nuovo, e il cervello di Stiles comincia a girare a vuoto e poi rallenta mentre i pezzi del puzzle iniziano a incastrarsi.
"Eri tu ogni volta, vero? Il lupo nel bosco, sempre tu. Ecco perché mi capiva così bene e poteva indicarmi la strada per uscire dal bosco!"
Derek annuisce ancora, un po’ imbarazzato, ma anche un po’ meno apprensivo, quindi Stiles lo considera una vittoria.
"Amico, dimentica il ringraziarmi, devo ringraziarti io! Onestamente non avevo idea di dove mi trovassi… nessuna delle due volte!"
Un piccolo sorriso attraversa il volto di Derek, ma viene subito scacciato da un’espressione più incerta.
"Quindi non sei…"
Esita, e Stiles completa la domanda per lui: "Disgustato? Spaventato? Mentalmente pronto a piazzare tagliole disumane? Dio no! È la cosa più bella che mi sia mai capitata! E pensavo che incontrare un lupo fosse già fantastico! Ma ora si scopre che è un lupo mannaro! E che questo lupo mannaro è il mio fidanzato sexy!"
La voce gli si spezza leggermente sull’ultima parola, sopraffatto dalla propria audacia. Ma Derek sorride soltanto, più apertamente questa volta, e non lo corregge.
"Quindi non hai domande?"
"Amico, ho un sacco di domande," dice Stiles con convinzione, e per Dio, è vero. E non appena avrà avuto un momento per mettere ordine nei pensieri, ne avrà ancora di più. Ma per il momento, solo una è davvero importante:
"Questo significa che posso finalmente baciarti adesso?"
Derek abbassa il capo, ma Stiles riesce comunque a vedere i suoi occhi incresparsi in un sorriso e le orecchie arrossarsi.
"Se smetti di chiamarmi ‘amico’."
Stiles si rimette finalmente in piedi e fa un passo esitante verso Derek, che lo guarda come se si aspettasse ancora che Stiles scappi da un momento all’altro. Questo non va bene, quindi Stiles raddrizza le spalle e solleva il mento, cercando di irradiare determinazione. Le sue mani però restano caute e gentili mentre fa scivolare un braccio intorno alla vita di Derek e l’altro sulle sue spalle. Derek lo imita, anche se una delle sue mani si muove subito su e tra i capelli di Stiles, stringendosi dietro la sua testa. È abbastanza per mandare il cuore di Stiles in sovraccarico già così, e si chiede cosa succederà quando finalmente si baceranno. Sarebbe davvero deludente morire per un infarto subito dopo essere riuscito finalmente a baciare il suo fidanzato lupo mannaro sexy.
Ha davvero un suono fantastico, e Stiles farà fatica a non urlarlo al mondo intero.
"Ti sento pensare," dice Derek, con voce bassa ma divertita.
"Davvero?" chiede Stiles, di nuovo a occhi spalancati. "Sei Edward?" pensa, e Derek risponde prontamente:
"No, non sono Edward. E non sono nemmeno Jacob, prima che tu inizi; non sono qui perché mi innamorerò di tua figlia dal nome assurdo. Posso sentire il tuo cuore però, e come salta un battito quando faccio questo."
Affonda la mano ancora di più nei capelli di Stiles e tira leggermente. L’altra mano scende più in basso, posandosi sulla parte bassa della schiena di Stiles, e Stiles sente davvero il suo cuore saltare un battito. Non ha intenzione di lasciarsi superare dal grande e cattivo lupo, però, così muove anche lui le mani, una sulla mascella di Derek, l’altra audacemente bassa sulla sua schiena, quasi sul rigonfiamento del suo sedere ancora nudo. Già, ed era andato così bene a ignorare la nudità fino a quel momento. Forse si è messo nei guai da solo più di Derek. Ma niente rischio, niente guadagno, quindi chiede, con la voce più roca di quanto si aspettasse:
"E adesso?"
"Adesso siamo sulla stessa lunghezza d’onda," risponde Derek e finalmente si china a premere le labbra contro quelle di Stiles. Considerato che uno dei due è nudo, il bacio è sorprendentemente casto, solo un movimento asciutto di labbra contro labbra, e finisce prima che Stiles possa apprezzarlo appieno, il naso di Derek che sfiora dolcemente il suo mentre si allontana, come un altro bacio, ancora più casto.
Derek però non si allontana di molto, il volto ancora abbastanza vicino da permettere loro di respirare la stessa aria. Altrimenti Stiles non è sicuro che avrebbe sentito le sue parole successive, tanto la sua voce è morbida:
"Desideravo farlo da tanto tempo."
"Anch’io," ammette Stiles, ritrovandosi a sussurrare a sua volta. Qualsiasi cosa più forte di un soffio d’aria sembra potrebbe spezzare la magia del momento. Aspetta, i lupi mannari esistono, significa che esiste anche la magia? Stiles si dà mentalmente uno schiaffo. Ci sono cose più importanti su cui concentrarsi adesso. Come fidanzati lupo mannari sexy e i loro baci.
"Che ne dici se iniziamo a recuperare il tempo perso?" suggerisce invece di fare il milione di altre domande che gli si affollano nella testa.
"Mi piace il modo in cui pensi," sorride Derek, poi aggiunge, più seriamente: "Mi piaci tu."
"Mi piaci anche tu," risponde Stiles, e sembra che entrambi siano appena scivolati oltre un’altra parola che inizia per ‘a’. È decisamente troppo presto per quella, però, si sono appena baciati per la prima volta! Così Stiles tira di nuovo Derek a sé per zittirli entrambi prima che uno dei due dica troppo.
Quando la bocca di Derek torna sulla sua, il bacio è ancora gentile, ma decisamente più passionale, con un accenno di lingua e il minimo tocco di denti. E continua, va avanti finché le labbra di Stiles iniziano a formicolare e deve stringere di più le braccia intorno a Derek per restare in piedi. È quasi sufficiente a spegnere il cervello di Stiles, ma poi la sua mano scivola giù e si curva intorno al sedere di Derek, che è ancora deliziosamente nudo, e questo manda i suoi pensieri nella direzione completamente opposta.
"Dove sono i tuoi vestiti? Sono semplicemente scomparsi quando ti sei trasformato? Perché non si trasformano di nuovo con te? Tieni vestiti di ricambio in posti segreti così puoi trasformarti ovunque? La magia pensa che facciano parte di te? Della tua pelle?"
Secondo Stiles, queste sono tutte domande assolutamente valide, ma l’espressione di Derek suggerisce che si stia preoccupando per la salute mentale di Stiles.
"Li ho tolti prima di trasformarmi?" dice lentamente, come se stesse parlando a un bambino. "Perché altrimenti si strapperebbero e non voglio continuare a comprare vestiti nuovi. Perché mai dovrebbero sparire quando mi trasformo? È solo il mio corpo, come il tuo ingrasserebbe se mangiassi troppe patatine ricce."
Detto questo, gli dà una pacca giocosa sulla pancia e Stiles indietreggia con un grido muto di protesta. Questo porta il mucchio di vestiti nel suo campo visivo e beh, a quanto pare Derek diceva la verità. È la spiegazione che ha più senso se Stiles è onesto, ma è anche la più noiosa. Spiega però perché Derek indossasse i pantaloni della tuta. Uscire da quei jeans attillati che sembra preferire di solito sarebbe stato molto più lento e avrebbe rubato gran parte del dramma della trasformazione improvvisa in lupo.
E Derek ama il dramma, Stiles lo ha ormai capito.
La cosa dei lupi mannari però non spiega perché preferisca fare capriole giù per le scale invece di scenderle normalmente. A meno che…
"I lupi mannari sono allergici alle scale? Perché tu non le scendi mai nel modo giusto!" chiede, e con sua sorpresa Derek arrossisce di una bellissima tonalità di rosa acceso. Borbotta qualcosa che Stiles non ha alcuna speranza di capire e poi, quando Stiles lo incalza, si ripete più chiaramente:
"Forse stavo cercando di mettermi in mostra."
Stiles si morde il labbro per trattenere il sorriso che minaccia di allargarsi sul suo volto e si avvicina di nuovo a Derek, chinandosi per sussurrargli cospiratorio all’orecchio:
"Ha funzionato."
Poi gli ruba un altro bacio, rapido ma pieno di promesse, e lo conclude con una pacca audace al bel sedere di Derek.
"Ora dai, rivestiti. Per quanto apprezzi la vista, l’esibizionismo è un reato e mi dispiacerebbe arrestarti, signor Hale. Ho ancora così tante domande per te e, anche se non mi dispiacerebbe scoprire quanto sei bello con le manette, preferirei farlo a casa."
Questo fa tornare il rossore sulle guance di Derek con tutta la sua forza, ma lui contrattacca attirando di nuovo Stiles a sé e sussurrandogli, anzi ringhiandogli all’orecchio: "Le manette non basteranno a tenermi lontano da te, Cappuccetto Rosso."
L’aria calda che gli solletica l’orecchio e il collo è sufficiente a spegnere il suo cervello per un momento, ma quando finalmente torna operativo, abbassa lo sguardo e si ricorda che oh sì, oggi aveva davvero indossato una felpa rossa per incontrare un lupo nel bosco. Strano come funziona l’universo a volte. Però non gli piace molto il finale originale di quella fiaba. Preferisce di gran lunga che il lupo sia l’eroe delle sue fiabe. In questo modo possono avere il loro lieto fine.
Così si stringe all’abbraccio di Derek e ribatte: "Questo Cappuccetto Rosso con la felpa vorrebbe tanto essere catturato, però, quindi vieni a prendermi."
Poi gli dà un’altra palpata, perché Stiles è opportunista se non altro, e infine si libera dalla presa di Derek e scappa via.
Dietro di lui un ringhio si alza nel bosco e Stiles ride, con l’euforia che gli martella nelle vene.
"Non dimenticarti di vestirti prima, però!" urla sopra la spalla. "La polizia non fa favoritismi!"
Poi si concentra sui suoi piedi, perché non sarebbe affatto divertente se si rompesse una gamba, ed è determinato a trascinare il suo lupo in un’allegra caccia nel bosco. La cattura sarà tanto più dolce per questo.
E proprio come il suo primissimo giorno a Beacon Hills, Stiles si perde di nuovo nel bosco. Questa volta però sa di non essere solo.
A quanto pare non odia Beacon Hills e i suoi abitanti, dopotutto.
Anzi, ha trovato parecchie cose da amare qui.
